mardi 1 septembre 2026

 Il FTSE MIB è sceso a circa 52.300 nel primo giorno di contrattazioni di settembre, sulla scia di una performance modesta nella seduta precedente, appesantita dall’aumento dei prezzi del petrolio in un contesto di crescenti tensioni in Medio Oriente. L’aumento dei prezzi del petrolio ha ulteriormente alimentato i timori di inflazione, rafforzando le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi da parte della BCE. Il settore finanziario è stato quello più sotto pressione a causa della persistente incertezza che circonda 

 

l’ondata di consolidamento bancario in Italia, con i cali più significativi registrati da UniCredit (-0,6%), Intesa Sanpaolo (-1,3%), Mediobanca (-1,5%), Banca Mediolanum (-1%), Unipol Gruppo (-0,7%) e MPS (-1,2%). D’altro canto, il colosso petrolifero Eni ha guadagnato oltre l’1%. Sul fronte dei dati economici, la crescita del PIL italiano è stata confermata allo 0,2% su base trimestrale nel secondo trimestre, mentre il PMI manifatturiero è tornato in territorio negativo ad agosto. I mercati attenderanno ulteriori dati nel corso della giornata, tra cui il tasso di disoccupazione di luglio e i dati preliminari sull’inflazione di agosto.

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