Martedì l'indice FTSE MIB ha chiuso in ribasso dello 0,5% a 45.525 punti, dopo che i dati sull'inflazione statunitense hanno sostanzialmente soddisfatto le aspettative, spingendo gli investitori a realizzare i propri profitti sui titoli di punta dopo il recente aumento dell'indice che ha raggiunto livelli record. Ferrari ha pesato fortemente sull'indice di riferimento, crollando del 3,8% mentre gli investitori continuavano a
rivalutare il titolo dopo le sue solide performance precedenti. Perdite significative anche nei settori delle costruzioni e dei servizi pubblici, con Buzzi Unicem in calo del 7,2% e Terna (-2,4%) e Snam (-1,4%) sotto pressione, mentre Stellantis (-3,5%) e Unipol Gruppo (-1,2%) hanno prolungato la loro flessione. Per contro, l'energia e alcuni settori ciclici hanno fornito un sostegno parziale, con Eni (+2,8%) e Tenaris (+2,2%) in crescita parallelamente ai guadagni di Saipem (+4,4%).
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“disputa Powell–Trump”
La “disputa Powell–Trump” di cui si parla molto in questo periodo è molto più di una semplice lite politica: è diventata un vero conflitto istituzionale con implicazioni sulla indipendenza della banca centrale americana, i tassi d’interesse e la separazione dei poteri negli Stati Uniti. Ecco i punti chiave per capirla e una valutazione equilibrata.
La disputa attuale
Il Presidente Donald Trump e la sua amministrazione hanno avviato un’indagine penale contro il presidente della Federal Reserve (Fed), Jerome Powell, legata alla testimonianza di Powell e ai costi della ristrutturazione degli uffici della Fed a Washington. Powell sostiene che si tratti di un pretesto per mettergli pressione politica.
Powell ha dichiarato che:
le minacce di incriminazione sono una conseguenza del fatto che la Fed determina la politica dei tassi in base ai dati, non alle pressioni del Presidente.
Trump ha criticato Powell a lungo per non aver tagliato i tassi di interesse al ritmo da lui desiderato, sostenendo che tassi più bassi favorirebbero la crescita economica.
🏛️ Perché è importante
🔹 Indipendenza della Fed
Economisti, ex dirigenti di banche centrali ed esponenti di Wall Street hanno espresso forte sostegno all’indipipendenza della Fed e criticato l’azione come un tentativo di interferire politicamente nella politica monetaria.
Questa indipendenza è vista come fondamentale per:
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mantenere la stabilità dei prezzi
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evitare pressioni politiche sui tassi
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conservare credibilità nei mercati finanziari
🔹 Reazioni politiche interne
La disputa sta dividendo anche lo stesso partito repubblicano:
alcuni senatori GOP si sono detti preoccupati per il modo in cui è stata
avviata l’indagine e hanno promesso di bloccare futuri nomi proposti
alla Fed finché la questione non sarà risolta.
🔹 Contesto legale e istituzionale
Legalmente, il Presidente non può licenziare il presidente della Fed senza una giusta causa dimostrata, e la nomina del successore di Powell è prevista in scadenza a maggio 2026, ma Powell potrebbe rimanere nel Board fino al 2028.
C’è anche un caso giudiziario parallelo (Trump vs. Fed Governor Lisa Cook) che riguarda i limiti della rimozione di membri della Fed da parte dell’Esecutivo.
Impatti sul mercato e sull’economia
Alcuni osservatori, tra cui il Segretario al Tesoro Scott Bessent, hanno avvertito che l’indagine potrebbe:
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creare instabilità nei mercati finanziari
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indebolire la fiducia degli investitori
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complicare la gestione della politica economica USA
Il timore è che una guerra politico-istituzionale tra Esecutivo e banca centrale possa spingere i costi di finanziamento e rischiare sia inflazione sia volatilità dei mercati.
Se si guarda dal lato di Powell e degli economisti centrali
La preoccupazione è che:
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l’azione legale sia un modo per usare strumenti giudiziari a fini politici, piuttosto che affrontare questioni economiche attraverso i canali istituzionali propri;
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minare l’indipendenza della Fed potrebbe portare a decisioni monetarie subottimali e a maggiore inflazione o instabilità.
Se si guarda dal lato della Casa Bianca/Trump
La critica di Trump è che Powell non abbia abbassato i tassi quanto desiderato, rallentando l’economia e che i costi della ristrutturazione siano ingiustificati o non adeguatamente spiegati; insomma, una frustrazione verso la gestione della Fed.
Sintesi — Perché ne parla tutto il mondo
✔ È raro che un presidente lanci un’indagine con potenziali accuse penali contro il presidente di una banca centrale.
✔ Ha provocato ripercussioni politiche anche tra i repubblicani.
✔ Ha spinto autorità finanziarie internazionali a dichiarare solidarietà a Powell.
✔ È visto come un possibile attacco alla separazione dei poteri e all’indipendenza monetaria.
Questa disputa non è solo una “lite personale”. Rappresenta un conflitto istituzionale serio:
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Se il governo può usare indagini penali per ottenere controllo politico sulle banche centrali, si potrebbe compromettere l’autonomia delle politiche monetarie — un cardine della stabilità economica moderna.
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Dall’altro lato, trasparenza e responsabilità delle istituzioni pubbliche sono legittime questioni di interesse pubblico, se affrontate nei corretti contesti legali e istituzionali.
In sostanza:
➡️ è comprensibile che una figura politica voglia che la banca centrale risponda alle esigenze economiche del paese.
➡️ è anche comprensibile che economisti e mercati vogliano che la banca centrale sia indipendente da pressioni politiche quotidiane.
Il vero rischio — e il motivo per cui il tema fa notizia globale — è che questa disputa possa ridefinire l’equilibrio tra politica e politica monetaria negli Stati Uniti, con impatti economici che vanno oltre Washington.
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