Lunedì l’indice FTSE MIB di Milano ha chiuso in rialzo dello 0,9% a 49.948 punti, sostenuto dall’allentamento del clima di rischio dovuto al calo dei prezzi del petrolio. Gli sforzi diplomatici in Medio Oriente hanno attenuato i timori di un’ulteriore escalation, spingendo al ribasso i rendimenti dei titoli di Stato e offrendo sollievo alle banche. Allo stesso tempo, l’attenzione è rimasta concentrata sul
settore bancario italiano, poiché Intesa (1,1%) prevede di lanciare la propria offerta pubblica di acquisto su MPS (1,3%) entro la fine del mese, a seguito del rifiuto da parte degli azionisti di MPS di una strategia alternativa. Intesa acquisirebbe inoltre il controllo di Mediobanca (0,4%), di cui MPS detiene oltre l’80%, nonché una partecipazione di circa il 13% in Generali (1,1%). Banco BPM ha perso lo 0,6%. I titoli dei servizi di pubblica utilità hanno registrato un rialzo grazie al calo dei prezzi del gas in Europa, guidati da Hera (1,2%), mentre anche i titoli tecnologici hanno guadagnato terreno, con STMicroelectronics in rialzo del 3,2%. Buzzi ha guidato l’indice, salendo del 6,3% in vista dei risultati finanziari di giovedì. Al contrario, i titoli energetici ENI (-2,3%), Saipem (-1,8%) e Tenaris (-1,7%) hanno registrato un forte calo, sulla scia della flessione dei prezzi del petrolio.
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