mardi 12 mai 2026

 Martedì l'indice FTSE MIB ha perso l'1,4%, chiudendo a 48.991 punti, vanificando i guadagni della seduta precedente mentre le speranze di una rapida risoluzione del conflitto tra Stati Uniti e Iran continuavano a scemare. Il presidente degli Stati Uniti Trump ha affermato che la tregua è “in fin di vita” e ha respinto l'ultima controproposta di Teheran. I prezzi del petrolio sono saliti, alimentando nuovamente i timori di stagflazione. I titoli finanziari di maggior peso hanno registrato un calo: UniCredit ha perso lo 0,9%, Generali l'1,7% e Intesa Sanpaolo l'1,4%. Le principali eccezioni sono state MPS, che ha 

 

guadagnato l’1,5% dopo aver riportato solidi risultati per il primo trimestre 2026, e Mediobanca (+1,3%), sulla scia dei piani di fusione con la banca statale. Anche i titoli dei servizi di pubblica utilità hanno registrato perdite, con Enel in calo dell’1,6%. Tra gli altri titoli in calo si segnalano STMicroelectronics (-5,3%), Leonardo (-2,6%) e Prysmian (-5,2%). Per il resto, Eni ha guadagnato lo 0,9% grazie al sostegno offerto ai titoli energetici dall’aumento dei prezzi del petrolio, mentre Recordati ha chiuso in ribasso in vista della pubblicazione dei risultati. Sul fronte dei dati, la produzione industriale italiana è cresciuta dell’1,5% su base annua a marzo.


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