Il FTSE MIB è sceso di quasi l'1% fino a chiudere a 38.226 lunedì, estendendo le perdite della scorsa settimana, mentre gli operatori soppesavano la prospettiva di una recessione incombente negli Stati Uniti e le preoccupazioni sui dazi commerciali. Inoltre, le pressioni deflazionistiche della Cina hanno pesato ulteriormente sul sentimento del mercato. Sul fronte societario, le prese di profitto hanno colpito Buzzi (-6,1%) dopo i recenti guadagni, con cali significativi anche in Banca Mps (-4,5%) e Fineco (-4,4%). Nel
frattempo, Unicredit (-3,3%) ha attirato l'attenzione dopo le notizie secondo cui il nuovo governo tedesco potrebbe bloccare il suo tentativo di acquisire Commerzbank (-1,7%). In rialzo, si sono distinte le utilities e i farmaceutici, che hanno registrato una forte performance. Hera (+2,8%) e Snam (+2,9%) hanno guidato i guadagni, assicurandosi le prime posizioni, mentre anche Campari ha registrato una buona performance (+3,3%). Anche i titoli legati alla salute hanno registrato guadagni notevoli, con Diasorin in aumento del 4,6% e Amplifon che ha guadagnato il 2% in seguito all'acquisizione di Kind, che ha ampliato la sua presenza in Polonia.
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