Giovedì l'indice FTSE MIB ha perso lo 0,3% attestandosi a 48.027 punti, mantenendosi vicino ai livelli del 2000 mentre gli investitori seguivano con attenzione le tensioni in Medio Oriente. L'amministrazione statunitense ha alternato segnali di progresso verso un accordo di pace a moniti all'Iran, mentre funzionari
pakistani si sono recati a Teheran per facilitare nuovi colloqui tra Stati Uniti e Iran. Lo Stretto di Hormuz rimane in gran parte chiuso, mantenendo elevati i prezzi del petrolio, sebbene al di sotto dei recenti picchi. Il settore finanziario ha registrato andamenti contrastanti: UniCredit ha perso l'1,4%, Intesa Sanpaolo lo 0,9%, mentre Generali è salita dello 0,7%. Inoltre, MPS ha registrato un balzo del 2,2% dopo aver risolto una controversia sulla governance con il CEO Luigi Lovaglio che ha mantenuto il suo ruolo; Mediobanca, destinata a fondersi con MPS, è salita del 2,4%. I titoli dei servizi di pubblica utilità hanno registrato un calo, con Enel in ribasso dello 0,4% e Italgas in calo dell'1,9%.
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