Martedì i mercati azionari statunitensi hanno chiuso in netto rialzo: l’indice S&P 500 ha guadagnato il 3% e il Nasdaq Composite è salito del 3,5% sulla scia delle notizie secondo cui il presidente iraniano Masoud Pezeshkian sarebbe disposto a porre fine alle ostilità nella regione a fronte di garanzie specifiche. Il Dow Jones Industrial Average ha registrato un balzo del 2,6%, segnando la sua migliore seduta da maggio, grazie alla reazione degli investitori ai potenziali sforzi di allentamento della
tensione da parte del presidente Trump, nonostante la chiusura in corso dello Stretto di Hormuz. Questo rally di sollievo non è riuscito a cancellare un mese volatile, in cui l'S&P 500 ha chiuso marzo con un calo del 5,3%, registrando la sua peggiore performance mensile dal 2022. I mercati energetici sono rimasti uno dei principali motori di questa turbolenza, con il greggio Brent che si è attestato a 118 dollari a seguito di un attacco a una petroliera kuwaitiana, mentre i futures sul WTI hanno chiuso in ribasso a 101 dollari. I titoli tecnologici hanno guidato la ripresa generale, con Nvidia in rialzo del 5,6% e Microsoft in crescita del 3,1%.
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