I futures sul greggio WTI sono scesi a 91 dollari al barile dopo aver toccato i 95 dollari lunedì mattina, in seguito all'annuncio dell'Iran di aver posto fine alle operazioni militari contro Israele. Il presidente degli Stati Uniti Trump ha aggiunto che i due paesi sono vicini a un nuovo cessate il fuoco e che si registrano progressi tra Washington e Teheran, alleviando i timori che l'escalation potesse ostacolare i negoziati volti a ripristinare gradualmente le esportazioni di petrolio attraverso il Golfo Persico. Anche Israele ha
segnalato che per il momento sospenderà il fuoco; lo scambio di attacchi con l'Iran nel fine settimana, che ha violato il cessate il fuoco, ha fatto impennare i futures sul petrolio nelle contrattazioni asiatiche. Da parte sua, l'OPEC+ ha approvato un ulteriore aumento delle quote di produzione petrolifera di luglio pari a 188.000 barili al giorno, nonostante i persistenti rischi di approvvigionamento derivanti dalle tensioni in Medio Oriente. I nuovi dati che indicano un forte calo delle importazioni da parte della Cina hanno inoltre limitato le pressioni sull'offerta, poiché il principale consumatore asiatico ha fatto affidamento sulle scorte interne anziché sulle forniture dall'estero sin dall'inizio del conflitto.
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