Martedì l’indice FTSE MIB ha chiuso sostanzialmente invariato a 51.555 punti, sulla scia dei rialzi registrati nei settori della difesa e dei servizi di pubblica utilità, mentre i titoli finanziari di maggior peso hanno registrato andamenti contrastanti a causa delle trattative in corso relative a una fusione. UniCredit ha perso il 2,3% dopo aver avuto colloqui con il ministro delle Finanze tedesco in merito alla propria partecipazione in Commerzbank. L’istituto di credito italiano prevede di acquisire la piena proprietà della
partecipazione entro il quarto trimestre. Credit Agricole, il principale investitore in Banco BPM (-0,4%), ha dichiarato che l’offerta del rivale MPS (1,5%) non era allettante. I titoli del settore della difesa hanno registrato un rialzo, con Leonardo (1,1%) e Fincantieri (0,5%) che hanno beneficiato della carenza di munizioni evidenziata dal Pentagono. Nel frattempo, l’Italia sta valutando di prorogare la riduzione dell’accisa generale a fronte dell’aumento dei costi energetici. A luglio il Paese è diventato il principale importatore di GNL dell’UE, sostenuto dagli incentivi governativi, con un conseguente aumento delle scorte ad agosto, mentre la media UE registra livelli inferiori. Il settore dei servizi di pubblica utilità ha registrato una performance superiore alla media grazie al calo dei prezzi del gas in Europa, trainato da Terna (2,9%).
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