Martedì l’indice FTSE MIB ha perso oltre l’1%, attestandosi a circa 50.800 punti, il livello più basso degli ultimi tre mesi, poiché l’aumento dei prezzi del petrolio e il rialzo dei rendimenti obbligazionari globali hanno pesato sulla propensione al rischio. L’escalation delle tensioni in Medio Oriente ha continuato ad alimentare i timori di un’inflazione trainata dal petrolio, rafforzando le aspettative di
ulteriori aumenti dei tassi d’interesse da parte delle banche centrali di tutto il mondo nel corso dell’anno. I titoli finanziari hanno subito il contraccolpo maggiore del calo generalizzato, con i rendimenti dei titoli di Stato italiani a 10 anni saliti a livelli che non si registravano dalla fine del 2023. UniCredit ha perso il 2,5%, Intesa Sanpaolo l’1,9%, Assicurazioni Generali l’1%, Mediobanca il 2%, BPER Banca il 2,4% e Banca Monte dei Paschi di Siena il 2,2%. Anche altri titoli di rilievo hanno chiuso in ribasso, tra cui Telecom Italia (-1,2%), Enel (-1,4%), Ferrari (-1,4%) e Poste Italiane (-1,6%). Sul versante opposto, il titolo del settore della difesa Leonardo e quello del settore dei servizi di pubblica utilità Tenaris hanno mostrato una buona tenuta, registrando entrambi un rialzo superiore all’1%.
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