Martedì l’indice FTSE MIB ha perso l’1,3%
, attestandosi a 51.915 punti, mentre i mercati valutavano l’impatto dell’escalation
delle tensioni in Medio Oriente su tutti i settori. I titoli finanziari di maggior peso
hanno registrato un calo dopo che l’inflazione nell’Eurozona ha accelerato al 3,3% in agosto, il livello più alto degli ultimi quasi
tre anni, mentre l’aumento dei rendimenti obbligazionari globali e l’impennata dei prezzi del petrolio
hanno rafforzato le aspettative di un rialzo dei tassi da parte della BCE la prossima settimana. A Milano, il
consolidamento bancario in corso è rimasto al centro dell’attenzione, con l’ex ministro dell’Economia
Tremonti che ha esortato alla cautela riguardo alle “avventure” nel settore finanziario. Si sono registrate perdite
per Intesa Sanpaolo (-1,8%), MPS (-1,4%) e UniCredit (-1%).
I titoli dei servizi di pubblica utilità sono rimasti sotto pressione poiché i prezzi europei del gas hanno raggiunto
i massimi degli ultimi tre anni. Stellantis ha perso il 2,4% dopo aver interrotto la produzione a Torino
a causa di una carenza di componenti per i motori, in un contesto di domanda superiore alle attese
per i veicoli ibridi, in parte trainata dall’aumento dei prezzi del carburante. Sul fronte positivo,
Tenaris (1,9%) ed Eni (1,5%) hanno registrato un rialzo, sulla scia dell’aumento dei prezzi del petrolio mentre il conflitto in Medio Oriente continuava a intensificarsi.
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