Mercoledì gli indici azionari statunitensi hanno chiuso in ribasso dopo che la Federal Reserve ha aumentato i tassi di interesse di 25 punti base, come previsto. L’S&P 500 ha perso lo 0,4% e il Dow ha ceduto 631 punti, mentre il Nasdaq 100 ha chiuso praticamente invariato. Le proiezioni mediane dei membri del FOMC riflettevano uno o due ulteriori aumenti previsti per quest’anno, in linea con le
revisioni al rialzo delle proiezioni sull’inflazione e sulla crescita del PIL, insieme alla previsione di un calo della disoccupazione nei prossimi anni. Nel frattempo, il presidente del FOMC Warsh ha adottato un tono restrittivo, dando priorità alla lotta contro l’inflazione e ribadendo che gli indicatori attuali rimangono elevati, in controtendenza rispetto ai discorsi precedenti che segnalavano un intervento contro l’inflazione minimizzando al contempo il ruolo del tasso di riferimento come strumento di politica monetaria preferito. I settori sensibili al credito hanno registrato un forte calo: Bank of America ha perso il 2,7%, Wells Fargo il 3% e Citi il 2,4%. Anche i colossi dell’intelligenza artificiale hanno registrato un calo, con Microsoft in ribasso dell’1,4% e Alphabet dello 0,6%.
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