Martedì l’indice FTSE MIB è sceso a
circa 51.800 punti, avvicinandosi al livello più basso dalla fine di luglio,
poiché l’aumento dei prezzi del petrolio ha pesato sui mercati in un contesto di forti tensioni in
Medio Oriente. Questi sviluppi hanno alimentato i timori di inflazione e rafforzato
le aspettative secondo cui le banche centrali potrebbero dover mantenere i tassi di interesse più elevati,
con la BCE che, secondo le previsioni diffuse, dovrebbe aumentare i costi di finanziamento nel corso di questa settimana.
I titoli finanziari sono stati tra quelli con le peggiori performance, con UniCredit in calo
dell’1,3% nonostante abbia ricevuto l’approvazione della BCE per applicare il «compromesso danese» alle proprie
partecipazioni nel settore assicurativo. Anche i titoli concorrenti Assicurazioni Generali, Unipol Gruppo,
Banca Mediolanum e MPS hanno registrato un calo superiore all’1%. Anche i titoli tecnologici e
dei servizi di pubblica utilità sono stati sotto pressione. Sul versante opposto, Poste
Italiane ha guadagnato lo 0,5% dopo aver aumentato la propria offerta pubblica di acquisto su Telecom Italia,
le cui azioni sono salite di quasi il 3%. Anche Lottomatica ha proseguito il proprio rialzo
dopo aver fornito ulteriori dettagli sulla fusione prevista con la spagnola
Cirsa. Il colosso energetico Eni ha guadagnato oltre l’1%.
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