Mercoledì il FTSE MIB ha perso lo 0,2% attestandosi a 51.987 punti, sullo sfondo delle trattative di fusione in corso a Milano, mentre i timori relativi al deficit di bilancio del Paese hanno pesato sull’indice. Il deficit di bilancio italiano è stato confermato al 3,1% per il 2025, al di sopra del tetto massimo fissato dall’UE, alimentando le preoccupazioni relative all’aumento della spesa per la difesa e l’energia. Tuttavia,
l’Italia intende confermare l’impegno a riportare il proprio deficit al di sotto del 3% quest’anno. Nel frattempo, i rendimenti dei titoli di Stato sono aumentati a seguito dei dati PMI migliori del previsto, alimentando le aspettative di un rialzo dei tassi da parte della BCE. Il settore finanziario ha registrato andamenti contrastanti dopo le notizie secondo cui l’Italia si asterrà dal voto all’assemblea degli azionisti di MPS (0,4%) per approvare le acquisizioni difensive di Banca Generali (2,3%), controllata da Generali, e di Banco BPM (1,2%). Intesa ha perso lo 0,4%. Sul fronte positivo, con i prezzi globali del petrolio che hanno interrotto una serie di ribassi consecutivi, i titoli energetici hanno registrato un rialzo, guidati da Eni (2,8%). Nel settore della difesa, Leonardo (1,1%) e Fincantieri (0,2%) hanno sovraperformato. Avio è salita dell’1,9% sulla scia delle stime ottimistiche sui ricavi fornite da Intesa.
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