Venerdì il FTSE MIB ha registrato un crollo
dell’1,7% attestandosi a 51.545 punti, in un contesto di vendite generalizzate, con i timori sull’approvvigionamento energetico
che hanno pesato sull’indice. I rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona hanno registrato un rialzo dopo le notizie
secondo cui l’Arabia Saudita non fornirà petrolio agli acquirenti europei il mese prossimo,
alimentando i timori di ulteriori pressioni inflazionistiche. A Milano hanno pesato anche i timori relativi al
crescente debito pubblico italiano: l’ultimo piano di bilancio
prevede infatti un debito vicino al 139% del PIL, superando la Grecia come paese con il debito più elevato dell’eurozona
. L’aumento dei rendimenti obbligazionari ha messo sotto pressione i bilanci bancari: Unipol,
UniCredit, Banco BPM e BPER Banca hanno registrato cali superiori al 2%. I titoli del settore della difesa
hanno sottoperformato, guidati da Fincantieri (-1%). I servizi di pubblica utilità hanno invertito la
tendenza al rialzo registrata di recente a seguito del rimbalzo dei prezzi del gas in Europa, con A2A in testa (-3,2%).
Stellantis ha registrato un crollo del 5,2% dopo le notizie secondo cui l’azienda avrebbe intenzione di vendere il proprio stabilimento di Toronto,
citando la “mancanza di un business case a lungo termine” per la produzione automobilistica
in quella sede, alla luce delle imprevedibili politiche commerciali tra Stati Uniti e Canada.
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