Venerdì l’indice FTSE MIB è sceso a
circa 51.900 punti, ponendo fine a due giorni di rialzi e seguendo l’andamento dei mercati
regionali, mentre i mercati chiudevano una settimana caratterizzata da importanti decisioni delle banche centrali. La
Federal Reserve e la Banca del Giappone hanno aumentato i tassi questa settimana, mentre la Banca
d’Inghilterra li ha lasciati invariati. Nel frattempo, gli operatori hanno ridotto le scommesse su
ulteriori inasprimenti da parte della Banca centrale europea, poiché gli elevati prezzi dell’energia
minacciavano la crescita e potrebbero alla fine attenuare le pressioni inflazionistiche. A
livello settoriale, il colosso petrolifero Eni ha perso oltre l’1%, sulla scia del calo dei prezzi del petrolio
tra le speranze di rotte alternative per il greggio mediorientale.
Anche i titoli del settore energetico e dei servizi di pubblica utilità hanno registrato un calo, tra cui Enel (-1,2%),
Saipem (-1,4%), Snam (-0,8%), Terna (-0,5%) e A2A (-0,7%). Nel corso della
settimana, l’indice di riferimento si avviava a chiudere in ribasso di circa l’1%. Sul
fronte dei dati economici, il surplus delle partite correnti dell’Italia ha raggiunto i 7,4
miliardi di euro a luglio, il livello più alto dell’ultimo anno.
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