Lunedì l’indice FTSE MIB è sceso a circa 52.500 punti, aprendo la settimana all’insegna della cautela poiché i rinnovati
scontri militari tra Stati Uniti e Iran hanno frenato la propensione al rischio. L’
escalation ha inoltre spinto al rialzo i prezzi del petrolio, rafforzando i timori
sull’inflazione. Sul mercato azionario, Stellantis ha perso oltre l’1% nonostante
avesse registrato un aumento del 10% delle consegne nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore domanda in Nord America, mentre la casa automobilistica portava avanti il proprio piano di rilancio. Anche la concorrente Ferrari ha registrato un calo dello 0,9%. Anche i titoli tecnologici sono stati sotto pressione, con STMicroelectronics e Prysmian in calo rispettivamente dell’1,4% e dell’1,5%,
rispecchiando le perdite registrate nel settore globale dei semiconduttori
dopo che la sudcoreana SK Hynix ha subito un crollo record del 15%, poiché gli investitori hanno
realizzato profitti in seguito al suo debutto in Borsa negli Stati Uniti e hanno rivalutato le prospettive relative alla domanda legata all’intelligenza artificiale. Sul fronte positivo, il gigante petrolifero Eni ha guadagnato oltre il 2%.
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