Mercoledì gli indici azionari statunitensi hanno chiuso in ribasso, mentre gli investitori hanno rivalutato la sostenibilità del rally trainato dall’intelligenza artificiale. L’S&P 500 ha perso lo 0,2%, mentre il Nasdaq 100 è sceso dell’1,5%, sotto la pressione di una forte ondata di vendite sui titoli dei semiconduttori. I principali produttori di chip hanno guidato il calo, sulla scia dei persistenti timori che gli investimenti
legati all’intelligenza artificiale possano aver raggiunto livelli eccessivi. Micron Technology ha registrato un crollo del 10,6%, mentre AMD ha perso il 6,9% e Intel il 9%. Al contrario, Meta ha registrato un balzo dell’8,8% dopo aver annunciato l’intenzione di sviluppare un’attività nel cloud volta a monetizzare la capacità di calcolo in eccesso dedicata all’intelligenza artificiale. Altri hyperscaler tra i “Magnificent Seven” hanno proseguito il loro rimbalzo, con Microsoft in rialzo del 3%, Amazon dell’1,4% e Alphabet dell’1,1%. Nel frattempo, l’indice Dow Jones ha chiuso pressoché invariato, grazie alla performance superiore dei settori non tecnologici. I dati hanno mostrato che l’attività manifatturiera statunitense è cresciuta per il sesto mese consecutivo, mentre le pressioni sui costi dei fattori di produzione si sono attenuate. Inoltre, il presidente della Fed Warsh ha osservato che i rischi di inflazione stanno diminuendo, limitando la necessità di una risposta urgente e restrittiva da parte della Fed.
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