mardi 10 mars 2026

 Martedì i futures sul greggio WTI sono scesi verso gli 80 dollari al barile, prima di recuperare parte delle perdite e attestarsi intorno agli 87 dollari, mentre gli operatori di mercato valutavano i segnali diplomatici ottimistici a fronte dell'intensificarsi delle operazioni militari. Mentre il presidente Trump suggeriva che il 

 

conflitto in Medio Oriente è quasi concluso e in anticipo sui tempi previsti, i prezzi del petrolio hanno trovato un punto di stabilità dopo la secca smentita della Guardia Rivoluzionaria iraniana. I funzionari iraniani hanno respinto la tempistica americana come menzognera e hanno avvertito che continueranno a bloccare le esportazioni regionali fino a quando gli attacchi statunitensi e israeliani non cesseranno. Questo rinnovato rischio di approvvigionamento è stato amplificato dal segretario alla Difesa Pete Hegseth, che ha descritto martedì come il giorno più intenso di attacchi fino ad oggi, con il Pentagono concentrato sulla distruzione della base navale e industriale iraniana. Sebbene il G7 sia pronto a rilasciare riserve di emergenza e la Marina degli Stati Uniti sia pronta a scortare le petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz, la prospettiva di un confronto prolungato rimane un ostacolo significativo.

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