I mercati azionari statunitensi hanno chiuso una settimana difficile in ribasso: l’S&P 500 ha perso lo 0,6%, il Dow lo 0,3% e il Nasdaq 100 lo 0,7%, faticando a mantenere la posizione a causa dell’intensificarsi del conflitto regionale e della persistente volatilità del mercato energetico. Venerdì il Segretario alla Difesa ha segnalato un'ulteriore escalation annunciando la più grande ondata di attacchi statunitensi contro obiettivi iraniani, consolidando il blocco dello Stretto di Hormuz e alimentando i timori di un
prolungato contesto globale di stagflazione. Questa pressione ha spinto gli investitori verso il dollaro, portando i principali indici di riferimento verso la terza settimana consecutiva di perdite, mentre gli elevati costi energetici hanno costretto i mercati a rivedere le aspettative sui tassi per il 2026. I rendimenti sono saliti nonostante il debole PIL del quarto trimestre, esercitando una forte pressione sui settori sensibili al credito. I giganti del software hanno guidato il calo, in particolare Adobe, che è crollata del 7,6% dopo aver mancato le previsioni e l'uscita del CEO, mentre Meta, Palantir e Oracle hanno registrato cali compresi tra il 3,8% e l'1,7%.
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