L'indice FTSE MIB italiano ha perso oltre il 2% attestandosi intorno ai 46.000 punti nelle prime contrattazioni di lunedì, allontanandosi dai livelli record, poiché le crescenti tensioni in Medio Oriente hanno innescato un ampio movimento di avversione al rischio sui mercati finanziari. Il calo ha fatto seguito a una serie di attacchi statunitensi e israeliani contro l'Iran nel fine settimana, che hanno spinto Teheran a lanciare contrattacchi nella regione, aggravando l'incertezza geopolitica. La maggior parte dei
titoli era in rosso, tra cui UniCredit (-4,2%), Intesa Sanpaolo (-4,4%), Ferrari (-2,7%), Assicurazioni Generali (-3,2%), STMicroelectronics (-2,9%) e Banco BPM (-4,2%). Sul fronte positivo, i titoli legati al petrolio e alla difesa hanno chiuso in territorio positivo, con la società energetica Eni in rialzo di quasi il 4% e la società di difesa Leonardo in crescita di oltre il 4%. Sul fronte dei dati, l'Italia pubblicherà il PMI manifatturiero di febbraio e la crescita del PIL per l'intero anno 2025.
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