Giovedì l’indice FTSE MIB ha registrato un crollo del 2,2% attestandosi a 50.238 punti, il livello più basso degli ultimi tre mesi e mezzo, penalizzato dai titoli di peso del settore finanziario e dei servizi di pubblica utilità. Una ondata globale di vendite sui titoli di Stato ha spinto al rialzo i rendimenti sovrani in
un contesto caratterizzato da inflazione persistente, preoccupazioni di natura fiscale e crescita economica resiliente, rafforzando al contempo le aspettative di tassi di interesse più elevati per un periodo più lungo nelle principali economie, quali l’UE e gli Stati Uniti. Il settore finanziario ha guidato le perdite, con Banca Mediolanum, Mediobanca, UniCredit, FinecoBank e Intesa che hanno tutte registrato un calo superiore al 3,9%. MPS ha perso il 3,7% a seguito delle notizie secondo cui l’amministratore delegato Lovaglio avrebbe inviato una lettera al consiglio di amministrazione di Generali (-2,1%) delineando “possibili aree di cooperazione industriale”, mentre MPS porta avanti un’offerta pubblica di acquisto su Banca Generali. Anche il settore dei servizi di pubblica utilità ha registrato un calo, poiché i prezzi europei del gas naturale hanno ampliato i guadagni per la seconda seduta consecutiva, con Italgas in testa alle perdite del settore con un calo del 2%. Anche i titoli del lusso sono stati sotto pressione, con Moncler in calo del 2,8% e Brunello Cucinelli in calo del 2,7%.
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