Il rendimento dei BTP italiani a 10 anni è sceso sotto il 4,60%, allontanandosi dal massimo degli ultimi tre anni, poiché il calo dei prezzi del petrolio ha attenuato la vendita massiccia di titoli obbligazionari, in un contesto di preoccupazioni per le prospettive fiscali europee. Il presidente Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti non attaccheranno l’Iran prima delle elezioni di medio termine del mese prossimo, alleviando i timori di ulteriori interruzioni nell’approvvigionamento energetico. Il premio di rischio dell’Italia si è
ridotto, con lo spread rispetto ai rendimenti tedeschi, considerati un bene rifugio, sceso a 107 punti base dai 130 di venerdì scorso. I mercati hanno ridimensionato le aspettative di un aumento dei tassi da parte della BCE, scontando ora un tasso di riferimento del 3,2% entro la fine del 2027. Tuttavia, i rendimenti rimangono vicini ai massimi pluriennali, mentre il rapporto debito/PIL dell’Italia, pari al 138,6%, dovrebbe superare quest’anno quello della Grecia, diventando così il paese più indebitato dell’eurozona. Il responsabile finanziario della Commissione europea ha esortato alla disciplina di bilancio, opponendosi all’Italia e alla Grecia in materia di flessibilità di bilancio. Nel frattempo, la premier Meloni ha ottenuto il voto finale sulla sua riforma elettorale, che consentirà alla coalizione di maggioranza di assicurarsi una maggioranza stabile, riducendo l’incertezza politica e il rischio di paralisi politica.
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