Giovedì l’indice FTSE MIB italiano ha chiuso in ribasso del 2,5% a 48.384 punti, avvicinandosi al livello più basso da maggio, con i titoli bancari e tecnologici in testa alle perdite. I titoli legati all’intelligenza artificiale sono stati messi sotto pressione a causa di rinnovate preoccupazioni sulle valutazioni, con Technoprobe (-7,6%), Prysmian (-7,6%) e STMicroelectronics (-5%) in forte calo. Anche le proteste degli autotrasportatori e degli agricoltori nel sud Italia hanno aggiunto pressione, causando carenze di generi
alimentari e componenti industriali e spingendo il governo ad approvare una spesa aggiuntiva per agevolare l’acquisto di gasolio. Lo spread BTP-Bund si è ampliato a 126 punti base, riflettendo un crescente premio di rischio e pesando sui titoli bancari, con UniCredit in calo del 4,7%. Anche Stellantis ne ha risentito, registrando un calo dello 0,6% dopo aver sospeso la produzione in tre stabilimenti regionali. I prezzi europei del gas si sono avvicinati al massimo degli ultimi quattro anni, mettendo sotto pressione le utility, mentre Italgas ha perso l’1%. Anche le società energetiche hanno registrato un calo a seguito della leggera flessione dei prezzi del petrolio; Saipem, nel frattempo, ha perso il 6% nonostante la firma di un accordo preliminare con l’egiziana MDC per lo studio di progetti di trivellazione offshore in Egitto.
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