Il BTP decennale è passato da circa 3,4–3,5% a inizio marzo fino a sfiorare/superare il 4% nella fase più tesa. A fine marzo risultava intorno al 3,91%, contro il 3,55% di fine 2025; contemporaneamente lo spread BTP-Bund è salito da circa 69 a oltre 90 punti base.
Guerra USA-Israele/Iran → petrolio e gas in forte rialzo.
Il rischio di problemi alle forniture energetiche, soprattutto legati allo Stretto di Hormuz, ha fatto esplodere le quotazioni delle materie prime. A marzo il Brent è arrivato a segnare un +64% mensile e il WTI circa +59%.
Energia più cara → aspettative di inflazione più alte.
Se petrolio e gas aumentano molto, il mercato teme che l'inflazione rimanga alta più a lung
Inflazione più alta → BCE potenzialmente meno accomodante.
Ed è qui che avviene il passaggio fondamentale: il mercato ha iniziato a prezzare addirittura la possibilità di rialzi dei tassi BCE, anziché ulteriori riduzioni.Tassi attesi più alti → rendimenti dei titoli di Stato salgono.
I BTP, come tutti i bond, hanno una relazione inversa tra prezzo e rendimento: quando vengono venduti, il loro prezzo scende e il rendimento saleIn più è aumentato il premio per il rischio italiano.
Lo spread è passato da circa 60 punti base prima dello shock fino a circa 90–100 punti nella fase più acuta. Quindi non è stato soltanto un movimento generale dei tassi europei: una parte è stata anche maggiore richiesta di rendimento sui Paesi periferici.Al 26 agosto 2026 il decennale italiano è intorno al 4,0%, con spread vicino agli 80 punti base.
Il problema principale è che il mercato sta ancora prezzando un rialzo dei tassi BCE: dopo il rialzo di giugno, la BCE ha il deposit rate al 2,25%, e il mercato si aspetta un altro +0,25% a settembre a causa dell'inflazione legata soprattutto all'energia.
il rischio BCE. Reuters riferisce che il mercato sta prezzando una probabilità molto elevata di un rialzo a settembre e non esclude ulteriori rialzi successivi.
Perciò, paradossalmente, potremmo avere BTP ancora più interessanti tra qualche mese se il decennale dovesse arrivare al 4,2-4,5%.
Se l'inflazione scende o restare ferma su questi livelli la BCE dovrebbe essere meno aggressiva e il BTP potrebbe rapidamente tornare al 3,5-3,7%
Bisogna capire se il 4% viene rotto con convinzione oppure se il mercato sta semplicemente testando una zona di resistenza.
Il rendimento del BTP 10Y è arrivato in prossimità del 4%, mentre contemporaneamente il quadro macro è diventato più sfavorevole per i bond lungh
'inflazione dell'area euro è ancora sopra il target;
lo shock energetico del conflitto in Medio Oriente continua a creare rischi inflazionistici;
il mercato sta aumentando le aspettative di una BCE più restrittiva;
Quindi fondamentalmente c'è una pressione rialzista sui rendimenti.La resistenza al 4% è molto interessante
Qui entrano in gioco i grafici.
Se prendiamo il rendimento, non il prezzo del BTP, la zona 4,0–4,1% può essere trattata
come una zona tecnica importante.
se il rendimento poco sopra a 4% viene respinto → è potenzialmente un buon segnale per comprare BTP.se rompe 4,1% con decisione meglio non comprare immediatamente sulla rottura perchè potrebbe
salire in un onda 5 e il mercato potrebbe cercare il successivo livello, ad esempio 4,25–4,40%,
prima di trovare un nuovo equilibrio.La BCE stessa, nel bollettino di agosto, dice che l'incertezza sull'impatto dello shock energetico è ancora elevata e che deve monitorarne gli effetti diretti e di secondo livello sull'inflazione.
E Reuters riporta che il mercato sta ormai prezzando una probabilità elevata di un rialzo BCE a settembre, mentre sono aumentate anche le aspettative di ulteriori rialzi nel 2027.
Quindi fondamentalmente non siamo ancora in una situazione ideale per i bond lunghi.
Se si guarda contemporaneamente USA, Giappone ed Europa, la lettura diventa più interessante: non sembra essere semplicemente un problema BTP o BCE, ma un movimento globale di rialzo dei rendimenti a lunga scadenza.
La Bundesbank, nel suo rapporto di agosto, rileva proprio che dall'inizio di aprile i rendimenti sovrani a lunga scadenza sono saliti per una combinazione di aspettative sui tassi a breve più alte e aumento del term premium; il fenomeno ha riguardato USA, area euro e Giappone.
In USA: il segnale è ancora più evidente
Il Treasury decennale è intorno al 4,65-4,70%, mentre il trentennale è sopra il 5,1%. I dati ufficiali della Fed del 25 agosto riportano 4,70% sul 10Y e 5,23% sul 30Y.
Il mercato sta chiedendo un rendimento molto elevato sulla parte lunga.
E questo non dipende soltanto dalla Fed.
E il Giappone conferma il fenomeno
Il Giappone è forse il caso più interessante.
Il JGB decennale è arrivato vicino al 3%, livelli che non si vedevano da circa trent'anni.
stiamo assistendo a una rivalutazione globale del costo del capitale a lungo termine.
E questa è una cosa molto più importante di un semplice ciclo BCE.
Per anni abbiamo avuto:
inflazione bassa + tassi bassissimi + QE + banche centrali compratrici di bond
rendimenti artificialmente compressi
Adesso invece:
inflazione più strutturale + maggiore spesa pubblica + maggiore emissione di debito + meno QE + maggiore term premium
rendimenti lunghi più elevati
"Il 4% del BTP è sufficiente a compensare il nuovo regime di term premium?"
Perché se siamo entrati in un mondo in cui il Treasury 10Y tende verso il 5%, il Bund verso il 3,5% e il JGB verso il 3%, allora un BTP al 4% potrebbe non essere particolarmente alto in termini relativi, nonostante lo sembri rispetto agli ultimi anni.
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