mercredi 26 août 2026

BTP decennale 4% è un buon punto di ingresso?

 

 

 

Il BTP decennale è passato da circa 3,4–3,5% a inizio marzo fino a sfiorare/superare il 4% nella fase più tesa. A fine marzo risultava intorno al 3,91%, contro il 3,55% di fine 2025; contemporaneamente lo spread BTP-Bund è salito da circa 69 a oltre 90 punti base.

 

 Guerra USA-Israele/Iran → petrolio e gas in forte rialzo.
Il rischio di problemi alle forniture energetiche, soprattutto legati allo Stretto di Hormuz, ha fatto esplodere le quotazioni delle materie prime. A marzo il Brent è arrivato a segnare un +64% mensile e il WTI circa +59%. 

 

 Energia più cara → aspettative di inflazione più alte.
Se petrolio e gas aumentano molto, il mercato teme che l'inflazione rimanga alta più a lung

  1.  

     Inflazione più alta → BCE potenzialmente meno accomodante.
    Ed è qui che avviene il passaggio fondamentale: il mercato ha iniziato a prezzare addirittura la possibilità di rialzi dei tassi BCE, anziché ulteriori riduzioni.

     

     Tassi attesi più alti → rendimenti dei titoli di Stato salgono.
    I BTP, come tutti i bond, hanno una relazione inversa tra prezzo e rendimento: quando vengono venduti, il loro prezzo scende e il rendimento sale

     

     In più è aumentato il premio per il rischio italiano.
    Lo spread è passato da circa 60 punti base prima dello shock fino a circa 90–100 punti nella fase più acuta. Quindi non è stato soltanto un movimento generale dei tassi europei: una parte è stata anche maggiore richiesta di rendimento sui Paesi periferici.

     

      Al 26 agosto 2026 il decennale italiano è intorno al 4,0%, con spread vicino agli 80 punti base.

     

     Il problema principale è che il mercato sta ancora prezzando un rialzo dei tassi BCE: dopo il rialzo di giugno, la BCE ha il deposit rate al 2,25%, e il mercato si aspetta un altro +0,25% a settembre a causa dell'inflazione legata soprattutto all'energia.

     

     il rischio BCE. Reuters riferisce che il mercato sta prezzando una probabilità molto elevata di un rialzo a settembre e non esclude ulteriori rialzi successivi.

     

     Perciò, paradossalmente, potremmo avere BTP ancora più interessanti tra qualche mese se il decennale dovesse arrivare al 4,2-4,5%.

     

    Se l'inflazione scende o restare ferma su questi livelli la  BCE dovrebbe  essere meno  aggressiva e  il BTP potrebbe rapidamente tornare al 3,5-3,7%

     

     Bisogna capire se il 4% viene rotto con convinzione oppure se il mercato sta semplicemente testando una zona di resistenza. 

    Il rendimento del BTP 10Y è arrivato in prossimità del 4%, mentre contemporaneamente il quadro macro è diventato più sfavorevole per i bond lungh

     

    'inflazione dell'area euro è ancora sopra il target;
    lo shock energetico del conflitto in Medio Oriente continua a creare rischi inflazionistici;
    il mercato sta aumentando le aspettative di una BCE più restrittiva;

    Quindi fondamentalmente c'è una pressione rialzista sui rendimenti.


    La resistenza al 4% è molto interessante
    Qui entrano in gioco i grafici.

    Se prendiamo il rendimento, non il prezzo del BTP, la zona 4,0–4,1% può essere trattata
    come una zona tecnica importante.

    se il rendimento poco sopra  a 4%  viene respinto → è potenzialmente un buon segnale per comprare BTP.


    se rompe 4,1% con decisione  meglio non comprare  immediatamente sulla rottura perchè potrebbe  
    salire  in un onda 5 e il mercato potrebbe cercare il successivo livello, ad esempio 4,25–4,40%,
     prima di trovare un nuovo equilibrio.



    La BCE stessa, nel bollettino di agosto, dice che l'incertezza sull'impatto dello shock energetico è ancora elevata e che deve monitorarne gli effetti diretti e di secondo livello sull'inflazione.

     

     E Reuters riporta che il mercato sta ormai prezzando una probabilità elevata di un rialzo BCE a settembre, mentre sono aumentate anche le aspettative di ulteriori rialzi nel 2027.

     

     

    Quindi fondamentalmente non siamo ancora in una situazione ideale per i bond lunghi.

     

    Se si guarda contemporaneamente USA, Giappone ed Europa, la lettura diventa più interessante: non sembra essere semplicemente un problema BTP o BCE, ma un movimento globale di rialzo dei rendimenti a lunga scadenza.

    La Bundesbank, nel suo rapporto di agosto, rileva proprio che dall'inizio di aprile i rendimenti sovrani a lunga scadenza sono saliti per una combinazione di aspettative sui tassi a breve più alte e aumento del term premium; il fenomeno ha riguardato USA, area euro e Giappone.

     

    In  USA: il segnale è ancora più evidente

    Il Treasury decennale è intorno al 4,65-4,70%, mentre il trentennale è sopra il 5,1%. I dati ufficiali della Fed del 25 agosto riportano 4,70% sul 10Y e 5,23% sul 30Y.

     


    Il mercato sta chiedendo un rendimento molto elevato sulla parte lunga.

    E questo non dipende soltanto dalla Fed.

    E il Giappone conferma il fenomeno

    Il Giappone è forse il caso più interessante.

    Il JGB decennale è arrivato vicino al 3%, livelli che non si vedevano da circa trent'anni.

     

     

    stiamo assistendo a una rivalutazione globale del costo del capitale a lungo termine.

    E questa è una cosa molto più importante di un semplice ciclo BCE.

    Per anni abbiamo avuto:

    inflazione bassa + tassi bassissimi + QE + banche centrali compratrici di bond

    rendimenti artificialmente compressi

    Adesso invece:

    inflazione più strutturale + maggiore spesa pubblica + maggiore emissione di debito + meno QE + maggiore term premium

     rendimenti lunghi più elevati

     

    "Il 4% del BTP è sufficiente a compensare il nuovo regime di term premium?"

    Perché se siamo entrati in un mondo in cui il Treasury 10Y tende verso il 5%, il Bund verso il 3,5% e il JGB verso il 3%, allora un BTP al 4% potrebbe non essere particolarmente alto in termini relativi, nonostante lo sembri  rispetto agli ultimi anni.

     

     

     

     

     

     

     


     

     

     

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