mardi 25 août 2026

lo yen giapponese ha superato quota 159 per dollaro,

 Martedì lo yen giapponese ha superato quota 159 per dollaro, prolungando il recente calo mentre il dollaro registrava un modesto rialzo grazie alla domanda di beni rifugio; il piano statunitense di isolare l’Iran dal sistema finanziario globale ha infatti messo in luce il ruolo centrale del dollaro nel commercio 

 

internazionale. Tuttavia, le rinnovate preoccupazioni riguardo a una potenziale crisi del debito statunitense hanno limitato i guadagni del dollaro, in un clima di scetticismo sull’efficacia del piano ampliato di riacquisto del debito varato dal Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti. Sul fronte interno, l’ex membro del consiglio della Banca del Giappone (BOJ) Seiji Adachi ha affermato che la banca centrale probabilmente aumenterà i tassi il mese prossimo e nuovamente già a gennaio, avvertendo che mantenere i tassi invariati potrebbe riaccendere una vendita massiccia dello yen e accelerare l’inflazione trainata dalle importazioni. I mercati stanno attualmente scontando una probabilità di circa l’80% che la Banca del Giappone aumenti i tassi di 25 punti base all’1,25% il mese prossimo, in netto aumento rispetto al 23% circa registrato prima della riunione della banca centrale di luglio.

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APPROFONDIMENTO

La cosa più importante per i mercati

La questione non è più soltanto “la BoJ alzerà i tassi?”, ma quanto rapidamente continuerà dopo settembre.

Adachi aveva già indicato nei mesi scorsi che, dopo l'1,25%, la BoJ potrebbe arrivare a 1,5%-1,75% nel 2027 se le pressioni inflazionistiche resteranno elevate.

Questo scenario è potenzialmente molto rilevante per USD/JPY, Nasdaq, Bitcoin e oro, perché un rialzo dei tassi giapponesi può rendere meno conveniente il carry trade sullo yen e provocare un rimpatrio di capitali.



 La Banca del Giappone (BoJ) sta preparando il mercato alla possibilità di un nuovo rialzo dei tassi,
anche se non lo ha ancora deciso ufficialmente.

Il tasso di riferimento è attualmente all'1%, dopo il rialzo effettuato a giugno 2026. 

 A luglio la BoJ ha mantenuto il tasso all'1%, ma ha assunto un tono più “hawkish” (restrittivo), evidenziando i
rischi di un'inflazione più elevata.

 Dai verbali/riassunti della riunione di luglio emerge che almeno tre membri del board hanno
sostenuto un ritmo più rapido di rialzi. 

L'inflazione core giapponese è salita all'1,8% a luglio, rafforzando le aspettative di un rialzo. 

Il mercato sta quindi attribuendo una probabilità significativa a un rialzo di 25 punti base,
 dall'1% all'1,25%, nella riunione di settembre. 

Un rialzo della BoJ può avere effetti importanti sui mercati globali, soprattutto perché
per anni il Giappone ha avuto tassi molto bassi. Se i tassi giapponesi salgono:

tassi BoJ ↑ → yen potenzialmente ↑ → carry trade meno conveniente → possibile rientro di
 capitali dal resto del mondo.

Questo può mettere pressione su azioni, obbligazioni e soprattutto sugli asset che
 hanno beneficiato del denaro giapponese a basso costo.


 

Ad oggi, 25 agosto 2026, il mercato attribuisce circa 80% di probabilità a un rialzo della BoJ a settembre e Adachi prevede anche un secondo rialzo già a gennaio. Nel frattempo il tasso è all'1% e l'inflazione core è risalita all'1,8% a luglio.

1. Lo scenario che considero più probabile

La sequenza potrebbe essere:

Settembre → 1,00% → 1,25%

Gennaio → 1,25% → 1,50%

Il problema vero, però, non è il primo +0,25%. È ciò che il mercato inizierà a prezzare dopo.

Se la BoJ facesse capire che vuole continuare verso 1,50%, 1,75% o oltre, il differenziale di rendimento tra Giappone e Stati Uniti/Europa inizierebbe a ridursi significativamente.

Ed è qui che entra in gioco il yen carry trade.

2. Perché il carry trade è così importante

Immagina un investitore che:

  1. prende denaro in yen a tassi relativamente bassi;
  2. converte gli yen in dollari;
  3. compra Treasury, azioni, Nasdaq, credito, crypto ecc.;
  4. guadagna dal differenziale di rendimento.

Finché lo yen rimane debole o stabile, funziona bene.

Ma se improvvisamente:

BoJ ↑ → rendimenti giapponesi ↑ → yen ↑

l'investitore può trovarsi nella situazione opposta.

Deve vendere gli asset acquistati e ricomprare yen per chiudere il finanziamento.

Questo può creare una dinamica:

yen ↑ → chiusura carry trade → vendita asset → altro acquisto di yen → yen ancora più ↑

È il cosiddetto carry-trade unwind. Un movimento improvviso dello yen può quindi trasmettersi ai mercati globali; episodi simili sono già stati osservati nel 2024.

 

 

3. Cosa potrebbe succedere al Nasdaq e S&P 500

Qui sarei prudente, ma non automaticamente ribassista.

Scenario normale

Se la BoJ alza di 25 bp a settembre come il mercato già si aspetta, l'impatto potrebbe essere relativamente contenuto.

Anzi, potrebbe verificarsi:

BoJ +0,25% → yen sale moderatamente → mercati azionari reagiscono poco.

Perché il rialzo è già in parte incorporato nei prezzi.

Scenario pericoloso

Il vero rischio sarebbe:

BoJ +0,25% + Ueda molto aggressivo + indicazione di altri rialzi ravvicinati.

A quel punto il mercato potrebbe iniziare a prezzare una normalizzazione molto più rapida.

In questo caso mi aspetterei inizialmente maggiore pressione sui titoli più speculativi e sulle società con valutazioni elevate.

Nasdaq sarebbe probabilmente più vulnerabile dell'S&P 500.

Non necessariamente perché l'economia americana peggiora, ma perché una liquidazione del carry trade può colpire gli asset con maggiore duration/rischio.

4. Bitcoin: qui la situazione diventa interessante

Bitcoin potrebbe reagire in due modi molto diversi.

Scenario A — rialzo BoJ già scontato

Se settembre porta semplicemente il +0,25% atteso:

BTC potrebbe non avere una grossa reazione negativa.

Potremmo persino avere un movimento iniziale di volatilità e poi una ripresa.

Scenario B — vero unwind del carry trade

Questo è quello che terrei maggiormente sotto osservazione.

Se lo yen si rafforza rapidamente e gli investitori iniziano a liquidare posizioni finanziate in yen:

BTC ↓

insieme a:

Nasdaq ↓

azioni speculative ↓

crypto ↓

Potrebbe quindi verificarsi un movimento di risk-off abbastanza violento.

La cosa importante è che non servirebbe una recessione americana per provocarlo.

Basterebbe un cambiamento improvviso delle condizioni finanziarie globali.

5. Oro

Qui la situazione è più complessa.

In un primo momento, se avessimo un forte deleveraging:

oro potrebbe scendere insieme agli altri asset, perché gli investitori vendono ciò che possono per ottenere liquidità.

Ma successivamente l'oro potrebbe beneficiare del ritorno della domanda di beni rifugio.

Inoltre, se il mercato iniziasse a temere che la normalizzazione monetaria giapponese possa creare instabilità finanziaria globale, l'oro potrebbe diventare nuovamente molto interessante.

Quindi:

breve termine → volatilità

medio termine → potenzialmente positivo per l'oro

6. EUR/JPY e USD/JPY: secondo me sono gli indicatori più importanti

Se vuoi capire prima cosa sta succedendo, io guarderei soprattutto lo yen.

In particolare:

USD/JPY

Se scende rapidamente:

USD/JPY ↓ = yen si rafforza

e questo sarebbe il primo segnale che il mercato sta iniziando a scommettere seriamente sulla normalizzazione della BoJ.

Oggi lo yen è ancora molto debole: il dollaro è intorno a 159 yen, nonostante le recenti azioni di intervento sul mercato valutario. 

Questo è proprio ciò che rende la situazione interessante.

La BoJ non vuole necessariamente semplicemente "far salire i tassi": vuole anche evitare che lo yen debole continui ad alimentare l'inflazione importata.

 

 

La mia attenzione quindi non sarebbe concentrata tanto sul comunicato "rialziamo di 25 punti base". Quello è ormai abbastanza previsto.

Guarderei soprattutto USD/JPY, rendimento del JGB decennale e comportamento del Nasdaq/BTC nelle ore successive.

E c'è un'altra cosa interessante: il decennale giapponese è arrivato intorno al 2,93%, massimo dalla metà degli anni '90, mentre gli investitori esteri stanno aumentando l'esposizione ai bond giapponesi. Questo significa che la normalizzazione della BoJ sta già avendo effetti sui flussi internazionali di capitale

 

Se lo yen comincia davvero ad apprezzarsi, potrebbe inizialmente essere positivo per la credibilità della BoJ, perché uno yen più forte riduce l'inflazione importata.

Ma se l'apprezzamento diventa troppo rapido:

yen ↑↑ → carry trade ↓ → liquidazione posizioni → yen ↑ ancora

può trasformarsi in un movimento autoalimentato.



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